Horace Pippin fu un pittore americano che spaziò fra molti temi, come scene ispirate dal servizio prestato durante la Prima guerra mondiale, paesaggi, ritratti e soggetti biblici. Alcune delle sue opere più note affrontano il tema della storia statunitense di schiavismo e segregazione. Pippin, lungo la sua carriera, dipinse anche animali, spesso incorporandoli in scene che riflettevano la sua esperienza personale e il suo contesto culturale.
A prima vista, il dipinto di oggi sembra raffigurare una scena idilliaca dell’armonia in Paradiso. Ma un’osservazione più attenta ci rivela tetri dettagli di violenza bellica e razzista nella foresta ombrosa. Montagna sacra III, parte di una serie di quattro dipinti, mette in contrasto un tranquillo paesaggio con una realtà truce – una figura linciata pende da un albero mentre dei soldati combattono in lontananza.
Oltre il primo piano pacifico, incombe un’oscura foresta, i cui alberi nascondono una distruzione da incubo. Carri armati, soldati e lapidi bianche emergono tra le tenebre. Le dozzine di fiori di campo rossi di Montagna sacra III sono papaveri, il tradizionale simbolo dei caduti della Prima guerra mondiale.
Perfino le date su questi dipinti sono oscure reminiscenze belliche. L’iscrizione sul dipinto di oggi (9 agosto 1945) ricorda il bombardamento di Nagasaki.
P.S. Leggete l’incredibile storia di Horace Pippin – uno dei più affascinanti artisti autodidatti americani.
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