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E ora parliamo del dipinto di oggi. :)
Jacob Philipp Hackert fu un paesaggista tedesco del Brandeburgo, che trascorse quasi l’intera carriera in Italia. Istruito da suo padre Philipp (ritrattista e pittore di animali) e da suo zio, in seguito studiò all’Accademia delle Arti di Prussia di Berlino nel 1758. Poco dopo viaggiò nella Pomerania svedese e a Stoccolma su invito dell’ufficiale svedese Adolf Friedrich von Olthof, col quale visse per un periodo mentre stava realizzando dei murali decorativi presso la sua tenuta.
Dal 1765 al 1768, Hackert visse a Parigi insieme all’artista svizzero Balthasar Anton Dunker, concentrandosi sulla pittura a guazzo. Nel 1768 Hackert lasciò Parigi insieme al fratello Georg e si stabilì in Italia, dividendosi principalmente tra Roma e Napoli. Produsse numerose opere per Sir William Hamilton, e viaggiò in lungo e in largo per il Paese, affermandosi come paesaggista di prim’ordine. La sua fama si sparse per tutta Europa grazie alle commissioni ricevute da Caterina la Grande, tra cui la serie sulla Battaglia di Cesme, e da papa Pio VI.
Nel 1786 Hackert prese servizio presso Ferdinando I delle Due Sicilie, a Napoli, dove contribuì a istituire un laboratorio di restauri pittorici presso il Museo di Capodimonte, supervisionò il trasferimento della collezione Farnese da Roma a Napoli e realizzò celebri vedute di Caserta e della sua Reggia, oltre a serie di dipinti di porti borbonici. Durante questo periodo fece anche da informatore segreto per la Russia, comunicando col diplomatico Andrey Razumovsky. In quello stesso anno, Hackert conobbe Goethe, che era in visita a Napoli e rimase poi un suo caro amico.
Hackert non si sposò mai, e trascorse quasi tutta la vita con uno dei suoi fratelli, anche se ebbe relazioni con donne sposate e molto probabilmente ebbe una figlia. Nel 1811 Goethe pubblicò la prima biografia di Hackert, consolidandone così la fama.
P.S. Ecco altri dipinti sui fuochi d’artificio! Alcuni sono davvero sorprendenti.
Jacob Philipp Hackert