Questo raro dipinto di Artemisia Gentileschi è uno dei soli cinque autoritratti autentici conosciuti dell'artista, e molto probabilmente il più antico. Realizzato intorno al 1613, quando Artemisia aveva appena vent'anni, risale al periodo della sua formazione a Firenze, un momento che segnò una svolta decisiva sia nella sua vita che nella sua carriera. Fu qui che uscì dall'ombra del padre Orazio Gentileschi, affermandosi come pittrice indipendente e professionista.
Nata a Roma nel 1593, Artemisia dimostrò un talento eccezionale sin da giovane, ma dovette affrontare severe restrizioni sociali in quanto donna non sposata. Nonostante l'accesso limitato alla formazione artistica e alle opere d'arte pubbliche, all'età di 16 anni dipingeva già in modo indipendente ed era già celebrata dal padre come “senza pari”. La sua carriera iniziale fu violentemente interrotta nel 1611, quando fu violentata dal pittore Agostino Tassi. Dopo un processo famigerato, durante il quale fu sottoposta a tortura per provare la sua testimonianza, Artemisia sposò Pierantonio Stiattesi e si trasferì a Firenze, dove ricominciò da capo.
Firenze si rivelò una città trasformativa. Artemisia imparò a leggere e scrivere, entrò a far parte dei circoli intellettuali d'élite e ottenne importanti commissioni, tra cui lavori per la corte dei Medici. Fu la prima donna a essere ammessa all'Accademia delle Arti del Disegno e si guadagnò rapidamente una reputazione grazie ai suoi dipinti potenti e carichi di emozioni. Durante questo periodo, utilizzò ripetutamente la propria immagine nelle sue opere, assumendo diverse sembianze come sante, musiciste ed eroine: una strategia astuta che promosse sia il suo talento che la sua identità in un mercato dell'arte competitivo.
In questo intimo dipinto su tavola, Artemisia si presenta come santa Caterina d'Alessandria, identificabile dalla palma del martirio, dalla corona e dalla ruota spezzata. La composizione serrata e lo sguardo diretto attirano lo spettatore in un incontro ravvicinato, mentre l'analisi tecnica rivela che l'opera nacque come autoritratto secolare e fu successivamente trasformata in un'immagine religiosa, probabilmente in risposta alla richiesta del mecenate.
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