Ritratto di Liza Pareńska by Witold Wojtkiewicz - 1906 - 69 x 67 cm Ritratto di Liza Pareńska by Witold Wojtkiewicz - 1906 - 69 x 67 cm

Ritratto di Liza Pareńska

Olio su tela • 69 x 67 cm

  • Witold Wojtkiewicz - 29 dicembre 1879 - Varsavia, 14 giugno 1909 Witold Wojtkiewicz

    1906

Durante i diversi anni trascorsi a Cracovia, Witold Wojtkiewicz passò molto tempo a casa di Stanisław ed Eliza Pareńska, dove fece la conoscenza anche delle loro figlie: Maryna, Zofia ed Eliza (chiamata Liza in famiglia). Intelligenti, erudite e alquanto eccentriche, le sorelle divennero celebri modelle dell’ambiente artistico della Giovane Polonia, e furono immortalate in letteratura e in pittura. 

Liza Pareńska era una figura fragile e tormentata. Timida, sensibile ed emotivamente instabile, combatté fin da giovanissima contro l’ansia sociale, e cominciò a usare alcol e morfina per reggere. Nel 1910 sposò il poeta Edward Leszczyński; entrambi erano psicologicamente vulnerabili, e vivevano in un mondo distaccato e rarefatto di sensibilità artistica. Col tempo, Liza passò alle droghe pesanti, che peggiorarono la sua ansia e la sua depressione. Si tolse la vita all’età di 35 anni.

Nel Ritratto di Liza Pareńska, Wojtkiewicz rivela il suo lato più lirico e sensibile. Qui non c’è traccia dei toni ironici e grotteschi che spesso erano presenti nelle sue opere di questo periodo. Anche se Liza era considerata la più bella delle sorelle, questo ritratto evita qualsiasi idealizzazione. Il suo viso – più affascinante che bello in maniera convenzionale – reca una quieta espressione di malinconia e riflessione. Lo sguardo è distolto dall’osservatore, evitando il contatto visivo e suggerendo così un senso di ritiro interiore, come se fosse assorta nel suo mondo privato.

La luce intensifica questa sensazione: il caldo bagliore di una lampada che proviene da destra, illumina fiocamente il collo e i fiori tra i suoi capelli, mentre il volto rimane parzialmente in ombra. L’atmosfera sommessa e lirica è rafforzata da una delicata tavolozza di gialli, rossi e arancioni. Contro questi toni, risalta l’abito bianco, che brilla di delicati accenni di rosa, blu e viola. Lo sfondo appena abbozzato e il vestito guidano l’attenzione verso il viso della modella, che è modellato con pennellate lievi e delicate. I capelli, raccolti e adornati di boccioli di rosa, conferiscono grazia e dignità alla ragazza diciottenne, enfatizzandone l’eterea femminilità.

P.S. La Giovane Polonia fu una delle epoche più creative della storia dell’arte polacca. Vi presentiamo Stanisław Wyspiański – un genio dell’Art Nouveau della Polonia!