È ora di un po' di sole.
Oggi vi presentiamo una radiosa celebrazione di colori e movimento. Rilievo arancione di Robert Delaunay è costituito da una colonna centrale di cinque dischi che fissa la composizione, mentre anelli di tonalità brillanti (giallo limone, turchese, verde vivido e arancione fiammeggiante) pulsano verso l'esterno come onde di luce. Delaunay una volta scrisse: "Tutto è rotondità: il sole, la terra, gli orizzonti. La forza motrice dell'immagine". Qui, quella filosofia diventa pura luminosità.
In gran parte autodidatta, Delaunay iniziò la sua carriera nel teatro prima di dedicarsi alla pittura. Ammirava Cézanne e conosceva i cubisti, ma non riuscì mai ad accettare la tavolozza tenue del cubismo. "Non potevo sopportare l'idea di sacrificare il colore alla forma", sosteneva. Influenzato dalle teorie di Michel Eugène Chevreul sul contrasto simultaneo, Delaunay abbracciò il colore come suo vero soggetto, definendosi “l'eretico del Cubismo”. I suoi esperimenti cromatici, insieme a quelli di sua moglie Sonia, contribuirono a forgiare l'Orfismo, un movimento astratto ispirato sia alla luce che alla musica. I loro dipinti non miravano solo a essere visti, ma anche a essere percepiti, come melodie visive. In Rilievo arancione, i ritmi circolari ripetuti creano una risonanza vibrante, quasi musicale, nell'occhio.
La superficie tattile dell'opera rivela un altro interesse di Delaunay: l'architettura. Mescolando la pittura a olio con il cemento, ha dato alla tela un bassorilievo, che riecheggia le commissioni decorative su larga scala che stava realizzando alla fine degli anni '30, tra cui i murales per l'Esposizione Internazionale di Parigi del 1937. Come osservò il critico Guillaume Apollinaire, per Delaunay “il colore divenne la dimensione ideale”. In questo dipinto, il colore non è applicato, ma costruisce lo spazio.
P.S. Leggi di un altro capolavoro di Robert Delaunay: Ritmi!