Osias Beert, nato ad Anversa intorno al 1580, è uno dei pionieri del genere della natura morta; questo dipinto è un notevole esempio precoce della sua maestria. Misura 51x73 cm e presenta non solo una raffinata esposizione di oggetti di lusso, ma anche una storia morale tratta dalla Bibbia. Sullo sfondo si svolge la storia del ricco e di Lazzaro. Il ricco banchetta ogni giorno sontuosamente mentre Lazzaro, un povero mendicante, giace alla sua porta, desiderando anche solo le briciole più piccole. I cani leccano le sue piaghe e, dopo la morte, Lazzaro viene portato dagli angeli da Abramo in paradiso, mentre il ricco soffre nell'Ade.
Il contrasto tra ricchezza e povertà è sorprendente, ma il dipinto non si limita a trasmettere una lezione morale. Gli oggetti sul tavolo (dolci, biscotti, spezie candite) rappresentano la cultura gastronomica emergente nei Paesi Bassi intorno al 1600, dove lusso e ostentazione erano strettamente intrecciati. Allo stesso tempo, l'opera di Beert allude silenziosamente a una storia globale. Lo zucchero, ingrediente fondamentale di queste prelibatezze, proveniva dalle colonie europee nelle Americhe, dove veniva lavorato dagli indigeni ridotti in schiavitù. Il dipinto cattura quindi sia la bellezza che le realtà complesse, spesso oscure, che si celano dietro la ricchezza. L'attenzione di Beert per i dettagli e la composizione trasforma una natura morta in un dipinto narrativo che risuona con l'esperienza umana, ricordando agli spettatori che i piaceri terreni sono fugaci e che il giudizio morale è inevitabile.
Questo magnifico dipinto (a chi è venuta fame dopo averlo visto?) fa parte di una collezione privata, ma oggi lo presentiamo per gentile concessione della Fondazione Hoogsteder Museum di L'Aia.
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Osias Beert