A chi non piace l’arte italiana del Rinascimento, specialmente quando raffigura la mitologia?
Al centro della composizione odierna, Perseo combatte il mostro marino che minaccia Andromeda, figlia del re d’Etiopia, offerta in sacrificio per placare la creatura. Il mostro era stato inviato da Poseidone per punire la madre di Andromeda, Cassiopea, la cui vanità aveva provocato l’ira del dio. Piero di Cosimo raffigura Perseo tre volte all’interno della stessa narrazione: dapprima mentre vola in alto con i suoi sandali alati e scopre Andromeda e il mostro, poi nella scena centrale in cui sconfigge la bestia, e infine mentre festeggia il salvataggio di Andromeda, prima che lei diventi sua sposa. La folla festante radunata sulla destra contrasta con l’angoscia della famiglia di Andromeda sulla sinistra, che attende il suo destino.
Ispirata alle Metamorfosi di Ovidio, la storia di Perseo e Andromeda era particolarmente adatta alla funzione originaria del dipinto, ovvero quella di elemento decorativo di una camera nuziale, realizzata molto probabilmente in occasione del matrimonio tra Filippo Strozzi il Giovane e Clarice de’ Medici nel Palazzo Strozzi di Firenze intorno al 1510 o al 1511. All’epoca, l’arredamento della stanza era stato realizzato dall’ebanista Baccio d’Agnolo. Il fantasioso pittore fiorentino Piero di Cosimo diede libero sfogo alla sua immaginazione; la scena è ricca di costumi esotici e strumenti musicali fantastici. Persino il temibile mostro marino appare quasi addomesticato.
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P.P.S. Ammirate la rappresentazione più famosa di questo tema mitologico, quella che sfidò il celebre David di Michelangelo!
Piero di Cosimo