La Creatività nelle arti era il regno dell'immaginazione, considerata la prima e la più bassa nella gerarchia delle tre categorie dell'ingegno. La successiva era il regno della Ragione e la più alta era il regno dello Spirito.
Nella filosofia medievale si riteneva che le persone fossero soggette ai quattro umori. La malinconia, associata alla cistifellea e alla bile nera, era la meno desiderabile dei quattro in quanto i malinconici erano considerati maggiormente inclini alla pazzia. Durante il Rinascimento, la malinconia fu congiunta al genio creativo; perciò, mentre cambiava lo status di questo umore, ricordava all'artista che il suo dono giungeva con terribili rischi.
L'unica incisione di Dürer che include il titolo originale nell'opera, Melencolia I, è intesa come riferimento al primo dei tre tipi di malinconia definiti dallo scrittore e umanista tedesco, Cornelius Agrippa. In questo primo tipo, chiamato Malinconia Immaginativa, l'"immaginazione" predomina sulla "mente" o "ragione".
La personificazione alata della Malinconia, seduta sconsolatamente con la testa giacente sulla sua mano, regge un compasso ed è circondata da altri strumenti inerenti la geometria, una delle sette arti liberali sottese alla creazione artistica, e l'unica attraverso cui Dürer, probabilmente più di molti artisti, sperava di raggiungere la perfezione nel suo lavoro. Ciò ha indotto vari storici dell'arte a sostenere che Malinconia I dovrebbe essere interpretata da un punto di vista autobiografico.