Questa raffigurazione cosmogonica, che rivela una fascinazione per gli elementi e specialmente per il fuoco (potremmo stare osservando un’eruzione vulcanica), è un esempio dell’arte di Erna Rosenstein degli anni ’80 del Novecento. L’ascetica composizione è composta da linee curve disegnate contro uno sfondo dalla texture tremolante che fa pensare alla lava scintillante.
Refrattaria a ogni canone e convenzione, Rosenstein infondeva ai suoi dipinti le sue emozioni e le sue associazioni, e li utilizzava come un registro del suo processo creativo. Quest’ultimo era per lei più importante del risultato finale sottoforma di dipinto. Metteva anche in discussione lo scopo delle distinzioni fatte dai critici d’arte: figurazione/astrazione, disegno/pittura, oggetto/azione. Riteneva fosse pretenzioso, da parte degli artisti, sforzarsi di sviluppare un loro stile personale: per lei era più importante che l’artista fosse autentico nella sua espressione. I critici d’arte spesso evidenziavano il suo senso del colore (il dipinto qui descritto combina un blu contaminato con il rosso e l’arancio).Il surrealismo, spesso menzionato nel contesto della sua opera, si manifestava non solo nella natura dei suoi dipinti, ma anche nel suo approccio. Tadeusz Kantor, il curatore della personale di Rosenstein a Zachęta nel 1967, lo aveva ben compreso: di fianco ai suoi dipinti a olio aveva posizionato uno stipo preso dalla stanza dell’artista, trattandolo come un assemblaggio, assieme ad alcune miniature e oggetti di vetro sintetico.
Rosenstein era anche poetessa, come si può intuire anche dai titoli delle sue opere. Il retro della tela reca un’iscrizione, probabilmente scritta di suo pugno dall’artista: “Il principio di fuoco e acqua” (non è chiaro quando il titolo sia stato cambiato nell’attuale Fontana di fuoco e silenzio). Un importante elemento delle sue tele è la firma decorativa, che richiama gli svolazzi dell’Art Nouveau. In questo dipinto è posizionata più in alto del solito, ed è perfino più decorativa (era meno elaborata nelle sue precedenti opere, mentre le forme nei dipinti erano più audaci e dinamiche). L’artista non considerava mai i suoi dipinti completi, e non considerava la composizione come limitata alla sola tela; ciò è evidente qui osservando la cornice, dipinta uguale allo sfondo della composizione.
Presentiamo l’opera di oggi grazie alla Zachęta –National Gallery of Art di Varsavia.
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Erna Rosenstein