Mary Vaux Walcott ricevette il primo set di acquerelli all’età di otto anni, e ben presto cominciò a dipingere fiori. Dopo la morte di sua madre, avvenuta quando lei aveva 19 anni, si fece carico dell’accudimento di suo padre e dei suoi due fratelli minori. La famiglia trascorreva le estati nelle Montagne Rocciose canadesi, dove Mary e i suoi fratelli studiavano mineralogia e documentavano i ghiacciai con disegni e fotografie. Dal 1887 in poi, tornò sulle Montagne Rocciose quasi ogni estate, diventando un’alpinista esperta e una fotografa, e trascorrendo moltissimo tempo all’aria aperta. Una volta, un botanico le chiese di dipingere una rara arnica in fiore; ebbe così successo che decise di perseguire seriamente la carriera di illustratrice botanica. Per decenni batté l’aspro territorio delle Montagne Rocciose canadesi in cerca di fiori selvatici da documentare.
Nel 1913 incontrò Charles Doolittle Walcott, segretario della Smithsonian Institution, in occasione di una ricerca geologica di lui. Si sposarono l’anno seguente, e insieme continuarono a trascorrere dai tre ai quattro mesi, ogni estate, sulle Montagne Rocciose – lui continuando i suoi studi, lei realizzando centinaia di acquerelli della vegetazione spontanea locale.
Su incoraggiamento di botanici e appassionati di flora selvatica, lo Smithsonian pubblicò 400 delle opere di Mary Vaux Walcott nella monumentale opera in cinque volumi Fiori selvatici del Nord America (1925). Dieci anni dopo, nel 1935, realizzò anche le illustrazioni per Piante carnivore del Nord America, consolidando ulteriormente la sua fama di più importante artista botanica della sua epoca.
P.S. Le foglie autunnali che cadono ci ricordano che la fine dell’anno si avvicina – è il momento perfetto per assicurarvi il vostro calendario DailyArt del 2026. 🍂
P.P.S. Guardate come un’altra pionieristica donna ha trasformato l’osservazione scientifica in arte esplorando la vita di Maria Sibylla Merian.
Mary Vaux Walcott