Con le forme nettamente definite e i piani di colore e i motivi appiattiti, Natura morta è un esempio dell’energia visiva delle nature morte audacemente moderne del periodo maturo di Fernand Léger. Realizzata nel 1927, l’opera riflette il convinto impegno dell’artista nei confronti del Purismo, l’estetica promossa da Le Corbusier e Amédée Ozenfant, che propugnava la chiarezza, la logica e l’ordine razionale perseguendo un’arte duratura radicata nel mondo materiale moderno. Attratto da questi principi (in particolare la convinzione che l’ordine è fondamentale per la creazione artistica), Léger divenne molto affine al movimento, collaborando alla rivista L’Esprit Nouveau e contribuendo alla fondazione dell’Académie de l’art moderne insieme a Ozenfant nel 1924. Sebbene gli ideali puristi permeassero gran parte della produzione di Léger, svilupparono particolare potenza espressiva nelle sue nature morte di metà anni ’20, dove esplorava le relazioni tra spazio e scala, e tra forme organiche e meccaniche, attraverso composizioni meticolosamente costruite.
In queste opere Léger ottiene un equilibrio architettonico bilanciato, creando tensione visiva tramite l’accostamento intenzionale di oggetti del quotidiano. Tratte dal mondo urbano industrializzato del suo tempo, queste forme sono semplificate, isolate e rese monumentali all’interno dell’ambiguo spazio del piano pittorico. In Natura morta, Léger assembla un gruppo di oggetti riconoscibili – un pesce artificiale, un goniometro meccanico e un righello, e un busto in pietra di una donna con una pettinatura classica – in una composizione complessa e multiparte. Un gruppo simile compare in altri due dipinti dello stesso anno, che contengono entrambi il pesce e il goniometro, sebbene in posizioni invertite. Qui il pesce assume un carattere Art Déco col suo motivo a scacchi bianchi e rossi, mentre il righello posto al centro introduce il tema della misurazione precisa.
Il goniometro, sospeso in un angolo ottuso al centro della tela, forma un motivo a chevron o a freccia, che guida lo sguardo dell’osservatore lungo la composizione. La sua geometria nitida e i segni ritmici a forma di scala contrastano nettamente con il busto morbidamente modellato sulla destra – l’unico oggetto reso con tenui gradazioni di luce e ombra. Posizionata tra la scultura antica e l’esca decisamente moderna, la freccia potrebbe suggerire un collegamento concettuale fra tradizione e design moderno, suggerendo che i principi che plasmano l’una sono alla base anche dell’altro.
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P.P.S. Un goniometro e un righello: questa natura morta ha degli strumenti matematici proprio al centro! Siete sorpresi di vedere questi elementi nel dipinto? Non dovreste, perché arte e matematica sono strettamente collegate!