E adesso, tanto oro!
Questo è un foglio proveniente da un manoscritto indiano. Ciascuno dei tondi dorati presenta una figura accompagnata da un animale da compagnia – un pappagallo o un cagnolino. Riccamente miniati in oro, i ritratti sono per il resto quasi monocromi, con l’unico tocco di colore rappresentato dai fili rossi che legano gli uccelli ai loro proprietari. I pappagalli compaiono spesso nella letteratura indiana, e la loro presenza in questo contesto potrebbe alludere al loro ruolo simbolico nella narrazione e nella tradizione culturale.
Un’iscrizione sopra i tondi recita “tasawir-i kuknariyan-i rajput(?)”, che può essere tradotto come “Rappresentazioni dei Rajput(?) dalla testa di papavero”. La locuzione “testa di papavero” potrebbe avere un significato particolare: potrebbe riferirsi alle proporzioni esagerate delle teste delle figure, ma potrebbe anche alludere al consumo di oppio. Questa interpretazione è rafforzata dalla presenza dell’huqqa (una specie di narghilè) in molti dei ritratti, elemento che suggerisce che i personaggi raffigurati stiano fumando oppio.
Il formato rotondo richiama le carte da gioco ganjifa dipinte a mano, che spesso avevano dei disegni circolari con piccole figure o animali in oro e pochi altri colori. I motivi floreali e la focalizzazione su una o due figure ricordano da vicino esempi noti di opere simili.
È un foglio strano, ma bisogna ammettere che è davvero molto bello!
P.S. Continuiamo con un’elaborata forma d’arte dell’Impero Moghul! Scoprite i jali, delicatissime grate di pietra!
P.P.S. Questi pappagalli e cani così accuratamente disegnati rientrano nella fascinazione artistica più ampia che vede negli animali dei simboli, dei compagni e dei narratori di storie, che compaiono nel nostro set di 50 cartoline sugli animali nell’arte.