Come per molti dei suoi contemporanei durante l’Harlem Renaissance (una fervente esplosione culturale, sociale e artistica afroamericana che ebbe come epicentro Harlem, quartiere di New York, negli anni ’20 e ’30 del Novecento), il trasferimento di Malvin Gray Johnson a New York si rivelò un punto di svolta. Si iscrisse per un breve periodo alla National Academy of Design prima di servire nelle forze armate durante la Prima guerra mondiale. Dopo aver completato il servizio militare tornò all’Accademia nel 1923 e si stabilì a New York nel pieno della Harlem Renaissance. Questo ritorno coincise con un momento di crescente sostegno istituzionale agli artisti neri, in particolare attraverso organizzazioni come la Harmon Foundation, che nel 1928 conferì a Johnson un premio per il suo dipinto Swing Low, Sweet Chariot.
Le prime opere di Johnson, di orientamento classico, lasciarono gradualmente il posto ad approcci più moderni. Queste opere successive rivelano l’influenza della scultura africana, del Cubismo e del Postimpressionismo, influenze che probabilmente incontrò durante la sua formazione accademica. Man mano che il suo stile evolveva, Johnson iniziò a sperimentare più audacemente con il colore e la luce, portando alcuni critici a descrivere le sue opere successive come una forma di “astrazione simbolica”. Nonostante questi cambiamenti stilistici, la sua forte inclinazione per la ritrattistica e le immagini di ispirazione spirituale rimase costante per tutta la sua carriera.
La crescente reputazione di Johnson attirò l’attenzione di importanti istituzioni. Nel 1932, il Whitney Museum of American Art acquistò il suo dipinto “Negress” e, più o meno nello stesso periodo, il Musical Art Forum di Orange, nel New Jersey, acquistò un gruppo significativo delle sue opere. Proprio mentre la sua carriera stava prendendo slancio, tuttavia, fu tragicamente interrotta. Poco prima della sua morte, Johnson si recò in Virginia per creare una serie di opere che documentavano la vita quotidiana degli afroamericani e i paesaggi del Sud. Morì poco dopo per insufficienza cardiaca, a soli 38 anni.
P.S. La Harlem Renaissance fu possibile grazie alla Grande Migrazione, quando milioni di afroamericani si trasferirono dalle zone rurali del Sud per lavorare nelle industrie nordamericane. Scoprite un commovente ricordo di questa esperienza: The Migration Series di Jacob Lawrence.