Il soggetto di quest’opera è sorprendentemente semplice: un cesto di vimini ricolmo di prugne, posto su un ripiano di pietra di fianco a una manciata di noci, ciliegie e ribes. È proprio questa la quieta normalità che contraddistingue l’arte di Jean-Baptiste-Siméon Chardin. In un’epoca nella quale la pittura francese era dominata da grandiose narrazioni storiche e scene decorative tipiche del Rococò, Chardin rivolgeva la sua attenzione al mondo di tutti i giorni, trovando la bellezza negli oggetti più familiari.
Le sue nature morte e le sue scene di vita domestica erano ammirate per la loro onestà e l’attenta osservazione. Pur mancando della teatralità e dell’opulenza associate ad artisti come François Boucher, conquistavano il pubblico con la loro pacata poesia e il profondo senso della realtà. Il filosofo Denis Diderot fu tra i più grandi ammiratori di Chardin: lodava l’abilità dell’artista di trasformare degli oggetti umili in opere dalla bellezza duratura.
In questo dipinto, la delicata lucentezza della frutta, la consistenza ruvida del cesto di vimini e il sottile gioco di luce sulla superficie della pietra rivelano la straordinaria sensibilità di Chardin nei confronti della materia.
Se vi piacciono raffigurazioni come questa, credo che vi innamorerete del nostro bellissimo set di 50 cartoline su cibi e bevande. :)
P.S. Chardin è famoso per le sue delicate nature morte, ma ha realizzato anche opere d’arte molto diverse: dipinti di... scimmie pittrici!